Il recupero del cammino nei pazienti post ictus

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La perdita della capacità di camminare è una delle conseguenze più gravi per i pazienti colpiti da Ictus, il recupero del cammino è uno degli obiettivi principali della riabilitazione.

La capacità di camminare su due gambe consente all’uomo di entrare in relazione con l’ambiente che lo circonda e ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di abilità che altrimenti non sarebbe stato possibile sviluppare.

Inizialmente si pensava che il sistema nervoso una volta sviluppatosi completamente fosse stabile e immutabile; Studi successivi hanno dimostrato che, in seguito ad una lesione ictale, il recupero delle funzioni motorie e cognitive compromesse è possibile e avviene grazie alla riorganizzazione delle aree cerebrali che si trovano vicino all’area lesa. Il nostro Cervello è dotato di “Neuroplasticità” cioè la capacità di attivare e modificare aree cerebrali grazie alla formazione di nuove connessioni nervose che non erano presenti prima dell’Ictus.

Questa “Plasticità” è fondamentale ed è alla base del recupero post Ictus!

Il compito del fisioterapista è quello di “guidare” la neuroplasticità utilizzando metodiche e stimoli che aiutino il paziente nel recupero delle funzioni indispensabili per svolgere i compiti della vita quotidiana ed evitando che si creino compensi articolari e muscolari sbagliati e non funzionali.

Nella prima fase acuta dopo l’ictus, che inizia dalle prime ore e dura per due tre giorni, avviene uno shock che consiste in un processo infiammatorio con edema e inibizione totale delle funzioni della zona colpita, questo avviene perché il cervello protegge l’area colpita dall’ictus. Già dopo le prime ore dall’evento iniziano i processi riparativi che sono gli stessi processi che avvengono nel normale apprendimento motorio.

Il cervello impara dalla ripetizione ciò significa che ripetere nel tempo un esercizio pratico e funzionale (Task- specifico) porta a miglioramenti a lungo termine!

La proprietà fondamentale della neuroplasticità è proprio quella di imparare dall’esperienza e di adattarsi ai cambiamenti ambientali ed è alla base dell’apprendimento motorio sia fisiologico che post lesione.

Questi pazienti necessitano di riabilitazione in diversi ambiti che sono sia fisici, motori che cognitivi e quindi necessitano di interventi mirati e di equipe.

La neuroriabilitazione ha come obiettivi il recupero, il mantenimento e l’ottimizzazione delle funzioni del paziente al fine di recuperare e ottenere la migliore autonomia possibile. Proprio per questi motivi il cammino è un elemento fondamentale del recupero ed è altrettanto fondamentale cercare di renderlo fluido, sicuro e coretto.

Il cammino fisiologico è dato da diversi movimenti che richiedono l’attività coordinata di diversi sistemi del corpo quali:

  • Muscoli
  • Sensi
  • Vista
  • Vestibolare
  • Uditivo

Il controllo del tronco è uno degli elementi principali della deambulazione, dipende da molti fattori quali sede ed entità della lesione, capacità fisiologiche del paziente ecc…  Ed è dato dalla comunicazione tra il sistema nervoso centrale e la periferia.

E’ necessario analizzare e valutare ogni singola articolazione e l’interazione che questa ha sulle altre, il compito del  fisioterapista è quello di valutare e trattare nel modo corretto i deficit della deambulazione.

Un paziente emiparetico ha una camminata più lenta, meno coordinata, con lunghezze del passo sbagliate e soprattutto consuma molta più energia rispetto ad un cammino fisiologico.

Due delle anomalie che si manifestano più frequentemente nel cammino sono il Varismo (gambe a parentesi) e l’Equinismo (difetto del piede che durante il cammino tende a girarsi verso l’interno con la conseguente perdita di equilibrio), si presentano proprio a causa di alterazioni nella conduzione delle informazioni tra il cervello e la periferia.

Un altro importante fattore che influenza il cammino è la perdita della capacità di dorsi-flessione della caviglia, cioè la perdita della capacità di sollevare la punta del piede verso l’alto, questo movimento è fondamentale durante la fase in cui la gamba si porta in avanti per fare il passo e, nel cammino fisiologico, la prima parte del piede che appoggia al suolo è il tallone proprio grazie al movimento di dorsi-flessione che compie la caviglia. Nel paziente neurologico questa funzione è spesso compromessa e di conseguenza, durante il passo, si trova a strisciare il piede a terra oppure ad “allargare” la gamba verso l’esterno per compensare questo deficit.

Questi ed altri deficit provocati dall’evento di ictus possono e devono essere trattati in modo precoce e corretto attraverso la riabilitazione, il percorso riabilitativo inizia già dopo i primi giorni  di ricovero e continua successivamente in centri specializzati e a domicilio.

I progressi che si possono ottenere, grazie all’inizio tempestivo e al percorso continuativo di riabilitazione, sono innumerevoli e determinanti per migliorare la qualità di vita del paziente e dei famigliari che gli sono accanto.

A cura di:

Elisa Bianchetti

  • Riabilitazione neurologica
  • Rieducazione funzionale globale
  • idrokinesiterapia

Elisa Bianchetti
Elisa Bianchetti

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