Mano neurologica

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La mano neurologica: cos’è e cosa si può fare

La mano neurologica è la perdita di funzionalità dell’arto superiore che spesso si presenta dopo un evento di ictus, ed è uno dei più importanti fattori di disabilità a lungo termine. 
I problemi maggiori che si possono riscontrare per l’arto superiore in seguito ad un evento di ictus sono:

– Spalla dolorosa

– Mano plegica

Oggi Parliamo della mano plegica…

La Mano plegica può presntarsi sia in forma spastica ( ipertonica ) che in forma flaccida ( ipotonica ).
Sia che si tratti di mano ipertonica che di mano ipotonica è fondamentale la riabilitazione al fine di recuperare la sua funzione cioè la manipolazione e, di conseguenza, la capacità di svolgere le attività della vita quotidiana in modo autonomo.

E’ importante iniziare il prima possibile la riabilitazione per ottenre i migliori risultati possibili!

Vediamo alcuni esercizi per la riabilitazione della mano neurologica….

Esercizi sensoriali: servono per stimolare il paziente nel recupero della parte sensitiva quinidi cercare di stimolare la mano in diversi modi e chiedere al apziente di concentrarsi sulla sensazione e provare a descriverla.

Ad esempio facendogli sentire ogggetti di forma, consistenza e materiali diversi e chiedendo al paziente di riconoscerli e distinguerli.
Esercizi propriocettivi: utili per stimolare il recupero e la capacità di distinguere e orientare la mano nello spazio, ad esempio chiedendo al paziente di chiudere gli occhi e di riconoscere la posizione della sua mano plegica nello spazio ( dove si trova? Il alto di lato… come sono le dita? Aperte, chiuse…ecc); Successivamente chiederemo al paziente di posizionare l’arto sano nello stesso modo in cui noi gli abbiamo posizionato l’arto neurologico.
Esercizi di “Reacing” (raggiungere): Chiedere al paziente di raggiungere diversi oggetti posizionati in punti diversi, afferrarli ( se riesce da solo oppure aiutandolo) e portarli in un contenitore o in un altro punto indicato da noi.

Per aumentare la difficoltà chiedere al paziente di percorrere con un dito delle traiettorie disegnate su un tavolo.
Esercizi per aiutare le Prese: usando oggetti di diverse forme e dimensioni, farli prendere al paziente stimolando diversi tipoi di presa:

– Prendere una pallina da tennis con la mano aperta (presa palmare)

– Prendere un oggetto piccolo con due sole dita; Pollice – indice, poi pollice – medio, poi anulare e mignolo (presa a pinza).

– Prendere qualcosa tra le dita, come indice – medio o medio- anulare (presa interdigitale)

– Prendere qualcosa con entrambe le mani e passarlo da una all’altra (presa bimanuale)

Bimanualità:è fondamentale che il paziente impari a usare entrambe le mani, aiutandosi con la sana ma usando anche la plegica.

Per aiutarlo in questo si possono svolgere attività bimanuali come:
– Disegnare tenendo fermo il foglio con la mano plegica,

– Infilare le perle in una collana, ecc..

Il tipo die sercizi e la difficoltà vanno stabiliti in base alle capacità attuali del paziente, è importante non scegliere esercizi troppo difficili per non demoralizzare il paziente e allo stesso tempo non vanno scelti esercizi troppo facili che sarebbero poco allenanti per la mano plegica.

Come trattare la spasticità

La spasticità è un aumento velocità dipendente del tono muscolare.
Si manifesta nel muscolo a riposo tramite risposte esagerate:

– All’allungamento muscolare

– A stimolazioni tendinee.

La spasticità si verifica in questi pazienti perchè i recettori che si trovano all’interno dei muscoli che inviano al cervello le informazioni riguardanti lo stato del muscolo cioè contratto, rilassato ecc… non funzionano più come dovrebbero e quindi arriva al cervello un informazione alterata che porta appunto alla rigidità o spasticità del muscolo.

La spasticità porta ad alcune conseguenze come:
– incapacità di utilizzare alcune parti del corpo come il braccio o la gamba

– immobilità di alcune parti del corpo in accorciamento es triplice flessione che riguarda appunto la flessione continua e rigida di gomito polso e mano contemporaneamente.

– Atrofia dei muscoli.

La spasticità protratta può causare:

– Accorciamento dei muscoli (quindi perdita di flessibilità),

– Allungamento e quindi debolezza dei muscoli antagonisti,

– Modificazioni del tessuto muscolare (più fibroso e rigido),

– Deformità articolari dolorose.

Il trattamento fisioterapico della spasticità ha lo scopo di:

  • ridurre la spasticità
  • mantenere l’allungamento muscolare
  • mantenere la mobilità delle articolazioni
  • evitare eccessivi accorciamenti muscolari e deformità articolari

Le tecniche utilizzate per il trattamento della spasticità sono diverse:

– Stretching

– Posture

– Rinforzo muscoli antagonisti

Ogni tecnica e ogni trattamento fisioterapico è sempre finalizzato e personalizzato alle esigenze e agli obiettivi del paziente e dei sui famigliari.

A cura di:

Elisa Bianchetti

  • Riabilitazione neurologica
  • Rieducazione funzionale globale
  • idrokinesiterapia
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