ICTUS CEREBRALE: E ADESSO COSA MI ASPETTA?!

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L’ictus rappresenta nella popolazione anziana una delle maggiori cause di disabilità grave e improvvisa, spesso infatti colpisce in modo subdolo senza apparenti segni premonitori cogliendo “impreparati” sia i pazienti che i propri famigliari.

Le domande che più frequentemente mi sento fare dai pazienti o dai loro famigliari in seguito ad un evento di ictus sono queste:

  • Cosa è successo?
  • Quanto tempo ci metterò/ metterà per stare bene?
  • Cosa dovrò affrontare ora?
  • Come cambierà la mia vita quando tornerò a casa?

Cerchiamo di rispondere insieme a queste domande per aiutarvi ad affrontare al meglio le prime difficoltà che si presentano in seguito ad un evento di Ictus.

Cosa è successo?

Quando si parla di ictus o ischemia cerebrale si intende la chiusura o la rottura di un vaso cerebrale, cioè un arteria che porta il sangue al cervello, e di conseguenza una minore o eccessiva quantità di sangue che irrora la zona del cervello colpita.

In questa parte del cervello le cellule rimangono senza ossigeno per un periodo di tempo che può essere più o meno lungo a seconda della gravità dell’attacco e della tempestività con cui viene trattato.

Di conseguenza le parti del corpo comandate da questa zona del cervello posso subire dei danni, anche questi più o meno permanenti e invalidanti a seconda della gravità dell’attacco, che solitamente si manifestano nella parte controlaterale alla zona del cervello colpita, quindi se la parte colpita è una parte destra del cervello avremo problemi alla parte sinistra del corpo, viceversa se la parte del cervello colpità sarà a sinistra avremo problemi alla parte destra del corpo.

Quanto tempo ci metterò/ metterà per stare bene?

Questa è sicuramente la domanda che crea più ansia e preoccupazione sia nel paziente che nei famigliari che lo assisteranno quotidianamente.

I tempi di recupero sono molto soggettivi e dipendenti da diversi fattori quali:

  • Età: più il paziente è anziano più sarà impegnativo il recupero
  • Gravità dell’Ictus: cioè quanto è estesa l’area del cervello colpita, di quale area si tratta e, di conseguenza, quali sono le parti del corpo compromesse.
  • Tempestività del trattamento: quanto prima si intervine, dal punto di vista ospedaliero, all’arrivo dei primi segnali tanto migliore sarà la prognosi del paziente.
  • Tempestività nell’inizio del trattamento riabilitativo: la riabilitazione post ictus deve iniziare non appena le condizioni del paziente siano stabili dal punto di vista medico, è importantissimo iniziare appena possibile la fisioterapia in modo da stimolare nel modo giusto la plasticità neuronale cioè la capacità dei neuroni di “ricreare e sostituire” le funzioni lese per aiutare il paziente ad ottenere il miglior recupero possibile.

Cosa dovrò affrontare ora?

Una volta stabilizzate dal punto di vista clinico le condizioni del paziente, si procede alla pianificazione dell’iter riabilitativo che sarà personalizzato e “plasmato” in base alle caratteristiche e agli obiettivi del paziente e dei suoi famigliari.

E’ difficile prevedere i tempi delle fasi di riabilitazione in quanto possono durare settimane, mesi o anni a seconda delle condizioni del paziente e della gravità dell’ictus.

Solitamente dopo la prima fase acuta di ricovero in cui vengono sabilizzate le funzioni vitali, il paziente rimarrà comunque ricoverato in ospedale o verrà trasferito in una struttura riabilitativa e inizierà il percorso riabilitativo creato da un team di professionisti che comprende:

  • medici: neurologi, fisiatri, medici internisti che controlleranno lo stato di salute del paziente e coordineranno le terapie.
  • Fisioterapisti: si occuperanno del recupero delle funzionalità motorie, sensitive, cognitive per aiutare il paziente a recuperare nel modo migliore possibile la propria autonomia e le funzioni lese.
  • Logopedisti: si occuperanno delle difficoltà del linguaggio, non tutti i pazienti colpiti da ictus presentano difficoltà nel linguaggio, questo tipo di problema è presente soprattutto nei pazienti colpiti da ictus sinistro in quanto l’area del linguaggio si trova nella parte sinistra del cervello.
  • Terapisti occupazionali: o ergoterapia, ha lo scopo di rendere il paziente più autonomo possibile nelle attività della vita quotidiana quali mangiare, lavarsi, vestirsi, svolgere la propria professione, le attività del tempo libero ecc..

Una volta terminata anche la fase di ricovero a scopo riabilitativo il paziente potrà continuare la fisioterapia appoggiandosi a centri fisioterapici presenti sul territorio, che si occuperanno di proseguire il percorso riabilitativo già intrapreso in ambito ospedaliero e di aiutare il paziente a raggiungre i propri obiettivi quali ad esempio la deambulazione autonoma o con l’aiuto di ausili.

E’ importante ricordare che i miglioramenti e il recupero sono sempre possibili non c’è un tempo massimo entro il quale devono essere raggiunti!!!

Come cambierà la mia vita quando tornerò a casa?

Una delle paure più grandi dopo aver avuto un ictus e di conseguenza dopo un lungo ricovero ospedaliero è il ritorno a casa e alla vita di tutti i giorni.

Avere paura è normale!

Spesso in seguito a questa patologia si ha un cambiamento delle capacità fisiche e, alcune volte, mentali tra cui memoria concentrazione ecc…

Come abbiamo detto prima, l’ictus colpisce la parte controlaterale rispetto alla zona del cervello in cui si è verificato, perciò il paziente si troverà probabilmente a dover affrontare alcune difficoltà nell’utilizzo del braccio e della gamba destra o sinistra.

Non possiamo sapere quanto tempo e quanto migliorerà la funzionalità della parte del corpo colpita ma POSSIAMO LAVORARCI insieme!

Possiamo lavorare e stimolare il recupero della funzionalità persa e trovare strategie per superare le difficoltà dovute alla nuova condizione in cui il paziente si trova, insegnandogli come ricominciare ad eseguire le attività della vita quotidiana.

Per aiutare il paziente a svolgere nel modo più autonomo possibile le attività all’interno della propria abitazione si possono apportare alcune modifiche quali:

  • mettere ringhiere alle scale o maniglie di sostegno in alcuni punti strategici come in bagno, in cucina ecc
  • togliere i tappeti che possono essere un ostacolo e un pericolo per il paziente che si muove in carrozzina o con l’aiuto di un ausilio per deambulare ( deambulatore, bastone ecc)
  • un letto adatto alle esigenze del paziente che lo aiuti ad alzarsi e a muoversi in modo più semplice e funzionale; anche l’utilizzo di un alza water è un grande aiuto per alzarsi e sedersi con meno fatica e permettergli, quando possibile, di andare in bagno in modo autonomo.

Perciò se hai avuto un ictus o un tuo famigliare è stato colpito da ictus non esitare a contattarci possiamo aiutarti!

Chiamci al numero 0584/739400

Elisa Bianchetti

  • Riabilitazione neurologica
  • Rieducazione funzionale globale
  • idrokinesiterapia

https://it.linkedin.com/in/elisa-bianchetti-6495a4173

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