Riabilitazione post-covid

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Il termine COVID 19 è entrato da qualche mese a far parte del nostro vocabolario quotidiano. Nel Dicembre dello scorso anno è stato segnalato all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) un cluster di casi di polmonite di causa sconosciuta, nella città di Wuhan in Cina. Nel gennaio 2020 è stato identificato il virus responsabile di questi casi di polmonite, un coronavirus fino ad allora sconosciuto indicato come SARSCoV-2, e la patologia causata da questo virus è stata denominata coronavirus disease 2019 e abbreviata con l’acronimo COVID-19.

Da allora la parola COVID-19 è entrata a far parte della vita di ogni persona del pianeta.

Questo breve articolo non ha l’obiettivo di fornirvi notizie sul COVID a proposito del quale tutti i social media e gli organi di stampa parlano diffusamente ogni giorno, ma vuole mettere in evidenza quello che può essere il ruolo del fisioterapista e della fisioterapia in relazione agli esiti di questa patologia. Si parla infatti moltissimo di COVID ma non di quello che succede, ai pazienti, dopo aver contratto l’infezione. La maggior parte delle persone, infatti non avranno bisogno di ulteriori trattamenti ma per una parte di loro (si stima circa il 20%) il coronavirus non finisce con il secondo tampone negativo.

Il coronavirus ha infatti portato con se come conseguenza un aumento della necessità di attività riabilitativa. La riabilitazione sarà infatti necessaria per i pazienti guariti dal COVID, molti dei quali sono anziani e con precedenti problemi di salute, ma anche per tutte quelle persone che a causa dell’inattività dovuta alle restrizioni sugli spostamenti e all’isolamento sociale, hanno sviluppato oppure hanno aggravato una problematica di tipo motorio preesistente.

Dal primo caso di Wuhan ad oggi ci sono stati nel mondo 60,819,346 casi confermati di coronavirus. L’80% di questi presentano sintomi da lievi a moderati caratterizzati da febbre, tosse persistente e dispnea (cioè difficoltà di respirazione). Tuttavia il 20% delle persone che hanno contratto il virus, in particolare quelle con più di 65 anni e comorbidità come malattie cardiovascolari, diabete e malattie respiratorie croniche, soffrono di sintomi più gravi. É stato stimato che circa il 30% dei pazienti affetti da COVID necessitano di ricovero ospedaliero e il 20% di questi  devono essere ricoverati in terapia intensiva.
Durante la fase critica della malattia e il periodo di ospedalizzazione è comune che le persone sperimentino una perdita della funzionalità fisica, caratterizzata dallo sviluppo di nuove problematiche fisiche o dal peggioramento di patologie già esistenti. In particolare gli effetti negativi sulla funzionalità fisica sembrano essere più frequenti nei pazienti che sviluppano una forma più grave di malattia e in quelli con maggior numero di comorbidità preesistenti. In questo gruppo di pazienti la perdita della funzionalità fisica sembra essere la conseguenza di lunghi periodi di immobilità, durante i quali i pazienti presentano una perdita di forza muscolare e di capacità aerobioca, e, nei casi più gravi, di una compromissione neuromuscolare secondaria alla polineuropatia e miopatia  dovute all’infezione virale.

Considerato il numero crescente di casi di COVID-19 e la percentuale significativa di pazienti che necessita di ospedalizzazione e di cure intensive, è evidente l’importanza della fisioterapia per promuovere il recupero della funzionalità fisica del paziente una volta guarito dall’infezione virale.

La riabilitazione è definita come “un insieme di interventi volti a ridurre la disabilità e ottimizzare le funzioni in relazione al suo deficit e all’ambiente”. Di conseguenza l’obiettivo da perseguire in un paziente affetto da COVID e ormai stabile, sarà quello di ripristinarne le capacità motorie e respiratorie e favorirne il recupero e l’adattamento psicologico. Nonostante si sappia ancora troppo poco sulle conseguenze di questo virus quello che è certo è che i piani di trattamento riabilitativo devono essere individualizzati sul paziente, in accordo con le sue necessità e  tenendo conto delle comorbidità. Inoltre questo tipo di paziente necessiterà, soprattutto nei casi più gravi, di un approccio multidisciplinare nel quale va tenuto in considerazione oltre all’aspetto motorio e respiratorio anche quello nutrizionale e psicologico.

Il percorso riabilitativo che dovranno affrontare i pazienti affetti da

  1. riabilitazione respiratoria training muscolatura respiratoria, esercizi di controllo motorio e di coordinazione della muscolatura toracica
  2. esercizi aerobici  ricondizionamento con ergometro per arti superiori o cicloergometro impostando frequenza ed l’intensità dell’esercizio in base alla condizione del soggetto
  3. allenamento della forza eseguendo esercizi a carico crescente sia isometrici che isotonici
  4. training dell’equilibrio esercizi che mirano al miglioramento dell’equilibrio sia in statica che in dinamica
  5. attività della vita quotidiana esercizi che vadano a simulare/riprodurre le attività della vita quotidiana che il paziente svolge per ridurne la disabilità e aumentare il grado di partecipazione.
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