Sclerosi Multipla: cos’è e come possiamo affrontarla?

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Di cosa si tratta?

La sclerosi multipla è una patologia neurodegenerativa autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale, viene definita autoimmune perchè si tratta di una reazione infiammatoria anomala, scatenata dal sistema nervoso centrale nei confronti della guaina ( detta mielina) che ricopre le fibre nervose e che permette la trasmissione dell’impulso nervoso.

Questo processo provoca delle Placche, aree di perdita o lesione della mielina, che possono presentarsi nel sistema nervo centrale, spesso vengono colpiti i nervi ottici, nel cervelletto e nel midollo spinale.

Quando queste placche evolvono dallo stadio iniziale infiammatorio allo stadio cronico, prendono le sembianze di cicatrici e vengono definite sclerosi.

E’ una patologia cronica, ad oggi non esiste ancora una cura definitiva ma ci sono numerose terapie che ne rallentano il decorso e la progressione.

Cosa possiamo fare?

RIABILITAZIONE è la risposta giusta!!!

La riabilitazione è fondamentale in tutte le fasi della malattia sia per mantenere che per migliore la qualità di vita delle persone con Sclerosi Multipla.

Spesso si pensa che la riabilitazione sia necessaria solo quando la malattia inizia a presentare i sintomi più “fastidiosi” ma non è così!

Il percorso riabilitativo inizia già dalla diagnosi in modo da poter controllare e agire tempestivamentesia sui sintomi motori che su quelli vescicali, cognitivi, psicologici e del linguaggio Inoltre è fondamentale coinvolgere e sostenere non solo il paziente ma anche la famiglia che affronta quotidianamente con lui la malattia.

La Riabilitazione è un percorso personalizzato, viene programmato e definito insieme al paziente in base alle proprie esigenze e ai propri obiettivi con lo scopo di limitare e prevenire gli esiti funzionali della malattia.

Il mantenimento dell’autonomia nel cammino, dell’equilibrio e della coordinazione  sono tra gli scopi prioritari della riabilitazione, per questo motivo vengono eseguiti insieme al paziente esercizi che stimolino queste funzioni; Alcuni esempi possono essere l’esecuzione di percorsi con diversi ostacoli che mettano alla prova la capacità del paziente di superarli senza paura ed evitando le cadute, esercizi di coordinazione in cui viene chiesto al paziente di svolgere più attività contemporaneamente e quindi di indirizzare l’attenzione su più cose nello spazio e più azioni nello stesso momento come potrebbe succedere nelle attività della vita quotidiana.

Nella fase acuta della malattia spesso si hanno degli squilibri muscolari, che colpiscono prevalentemente gli arti inferiori e che portano ad avere spasticità di alcuni muscoli (ipertono), solitamente si ha nei muscoli adduttori, e ipotono di altri muscoli come ad esempio gli abduttori, quindi il percorso riabilitativo punterà all’allungamento dei  uscoli ipertonici e al rinforzo e/o reclutamento di quelli ipotonici:

  • terapia manuale lenta e graduale ed allungamento del tendine d’Achille e dell’articolazione della caviglia per evitare il ” piede equino”.
  • Mobilizzazione passiva dell’anca per ridurre la spasticità dei muscoli addutori e favorire il reclutamento degli abduttori aattraverso esercizi mirati che non vadano a stimolare l’ipertono.

Oltre a contrastare i problemi di spasticità e debolezza muscolare la riabilitazione deve essere soprattutto FUNZIONALE cioè incentrata sulla risoluzione di quelli che sono i problemi della vita quotidiana e quindi insegnare al paziente ad utilizzare le proprie capacità  motorie e cognitive per ottenre il più alto livello di qualità di vita possibile.

Riassumendo

E’ fondamentale l’osservazione e la valutazione del paziente, della sua postura, dell’equilibrio allo scopo di migliorare e prevenire le complicanze della malattia.

E’ importante migliorare la respirazione e quindi la dinamica diaframmatica e toracica sia da seduto che da in piedi, svolgere esercizi di equilibrio e di controllo del tronco aiutandosi con superfici instabili come tavolette propriocettive, palloni ecc

Non dimentichiamo che la sclerosi multipla è una patologia che colpisce le afferenze (cioè le fibre nervose che portano le informazioni che arrivano dall’esterno al  sistema nervoso centrale) quindi è importantissimo lavorare sulla percezione, sulla sensibilità tattile, termica ma anche più profonda ad esempio attraverso il riconoscimento delle parti del copro e della loro posizione nello spazio.

Ottimi risultati si hanno grazie all’idrokinesiterapia che lavora sia dal punto di vista sensitivo che sulla spasticità, tra le ultime scoperte abbiamo i neuroni specchio, questi neuroni si attivano sia quando il paziente compie un azione che quando osserva un altra persona compiere quell’azione; è stato scoperto fin ora che questi neuroni si attivano in modo diverso a seconda del motivo per cui compiamo un azione e non per il movimento fine a se stesso!

Queste scoperte stanno aprendo nuove frontiere per la riabilitazione della sclerosi multipla e di tante altre patologie di carattere nervoso ad oggi ancora poco conosciute!

Quindi….

La fisioterapia ha lo scopo di cercare e ottenere un cambiamento motorio che dovrà essere duraturo anche dopo la fine del trattamnto riabilitativo e non finalizzato solamente all’esecuzione dell’esercizio!

Il fisioterapista diventa così la persona che insegna al paziente come utilizzare le proprie capacità motorie al fine di ottenere un miglioramento nella cura personale, nelle autonomie e nella funzionalità delle azioni di tutti i giorni e quindi un miglioramento della qualità di vita.

Elisa Bianchetti

  • Riabilitazione neurologica
  • Rieducazione funzionale globale
  • idrokinesiterapia
Elisa Bianchetti
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