Protesi al ginocchio

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TI DEVI OPERARE DI PROTESI AL GINOCCHIO???

AFFRONTIAMOLA AL MEGLIO SENZA DIFFICOLTA!!!

COME E’ FORMATO UN GINOCCHIO E COME FUNZIONA?

Il ginocchio è un articolazione relativamente semplice, costituita da 3 ossa lunghe

  • Il FEMORE, che rappresenta l’osso della coscia e
  • TIBIA e PERONE che costituiscono le ossa della gamba;
  • ROTULA un piccolo osso piatto e rotondeggiante.

Tutte queste strutture ossee sono rivestite, nelle zone di contatto tra di loro, da una superficie molto delicata e preziosa chiamata CARTILAGINE, la quale viene protetta da due “cuscinetti” che sono il MENISCO MEDIALE E LATERALE.

L’insieme di queste strutture ossee permette all’intera articolazione del ginocchio di compiere dei movimenti; in particolare un movimento di estensione, ovvero la possibilità di stendere completamente l’intera gamba, un movimento di flessione, ovvero la possibilità di piegare completamente l’intera gamba quasi fino a 180°, e poi dei piccoli movimenti di rotazione sia internamente sia esternamente.

A stabilizzare tutta questa articolazione durante i movimenti, abbiamo un insieme di legamenti

  • I LEGAMENTI CROCIATI ANTERIORE e POSTERIORE,
  • I LEGAMENTI COLLATERALI MEDIALE E LATERALE

e due tendini molto importati:

  • TENDINE ROTULEO
  • TONDINE DEL QUADRICIPITE

Un ruolo fondamentale è svolto dal compartimento muscolare

  • MUSCOLO QUADRICIPITE, anteriormente
  • MUSCOLI FLESSORI, posteriormente

PERCHE’ POSSIAMO AVER DOLORE AL GINOCCHIO?

Le cause che possono determinare dolore al ginocchio posso essere davvero tante;

  • traumi acuti, tipo cadute,
  • traumi sportivi,
  • incidenti
  • riguardare dolori che possono comparire durante gli anni a causa di una degenerazione della cartilagine tra le ossa, quadro clinico della famigerata artrosi (gonartrosi).

Inoltre posso anche essere presenti delle

  • deviazioni strutturali, come il ginocchio varo o ginocchio valgo, che possono contribuire anche loro a causare una usura con assottigliamento della cartilagine.

I sintomi che si possono percepire sono spesso ben riconoscibili con un dolore localizzato proprio su tutta la articolazione, in determinati movimento in carico, tipo salire e scendere le scale, oppure durante un accovacciamento con difficoltà a rialzarsi.

Questi sintomi dolorosi spesso possono portare l’intera articolazione ad irrigidirsi, andando a perdere sopratutto il movimento completo in estensione, andando a determinare una zoppia durante la fase del cammino.

La rigidità articolare, in tempi brevi, contribuirà a diminuire l’efficienza muscolare, rendendo l’articolazione molto debole durante le attività quotidiane e i piccoli spostamenti, fino ad una perdita anche del controllo dell’equilibrio con l’instaurarsi di una paura a compiere movimenti e piccole attività.

CHE VISITE ED ESAMI DEVO FARE???

In questo caso è molto importante diagnosticare precocemente, attraverso una visita con un ortopedico specializzato nell’arto inferiore e di un fisioterapista, la mobilità del ginocchio e i movimenti più sintomatici per il paziente.

Utile può essere l’utilizzo di esami diagnostici, tra tutti la radiografia in carico, che può mostrare l’alterazione eventualmente dei profili ossei e verificare la presenza di malformazioni, danni articolari e processi degenerativi della cartilagine.

In caso di una degenerazione artrosica importante è fondamentale eseguire una visita clinico-manuale, affinché l’ortopedico possa decidere se ricorrere ad un intervento chirurgico di artroprotesi oppure optare per un trattamento conservativo, svolto da un fisioterapista specializzato in fisioterapia conservativa nell’artrosi di ginocchio.

MI DEVO OPERARE DI PROTESI AL GINOCCHIO???

Possono essere diverse le situazioni che posso portare il paziente a dover fare un intervento chirurgico di protesi al ginocchio.

Le situazioni più indicative possono essere:

  • una dolorabilità molto intensa e invalidante, che va a peggiore in maniera totale le attività quotidiane come camminare, salire e scendere le scale
  • un articolazione del ginocchio molto rigida, completamente bloccata in flessione senza possibilità di recupero
  • un dolore pulsante e costante sia durante la giornata sia durante la notte
  • ma sopratutto un trattamento fisioterapico conservativo che, dimostrandosi da letteratura come il miglior trattamento da perseguire, non determina una diminuzione del dolore e un recupero funzionale ottimale per il paziente.

L’OPERAZIONE MI AIUTERA’ A TORNARE COME PRIMA???

L’intervento chirurgico di protesi al ginocchio, negli anni, ha incrementato in maniera esponenziale la sua affidabilità garantendo in tempi molto brevi, per non dire brevissimi, un ritorno ottimale alla vita normale quotidiana, lavorativa e anche in diverse attività sportive.

Di fondamentale importanza è il ruolo di collaborazione e fiducia tra paziente e fisioterapista sia durante le sedute di riabilitazione in studio sia nell’esecuzione degli esercizi che il fisioterapista prescriverà al paziente.

QUALI SONO LE TIPOLOGIE DI INTERVENTO DI PROTESI AL GINOCCHIO???

E’ fondamentale precisare che la tipologia di protesi che verrà scelta deve essere presa dall’ortopedico di riferimento, il quale in base alla situazione clinico-fisica del paziente saprà consigliare il paziente nel modo opportuno.

Esistono due tipologie di impianti protesici utilizzati nell’articolazione del ginocchio:

  • la protesi totale del ginocchio
  • la protesi monocompartimentale del ginocchio.

Nella protesi totale, verrà sostituita per intero tutt’articolazione del ginocchio attraverso due innesti, uno nella tibia e l’altro nel femore, che combaceranno perfettamente;

nella protesi monocompartimentale invece, verrà sostituita solo una parte dell’articolazione del ginocchio, la parte interna o quella esterna, mantenendo una conservazione più ampia dell’intera articolazione naturale.

Bisogna sottolineare che la decisione spetta solo allo specialista ortopedico e tuttavia può capitare che una protesi monocompartimentale consigliata alla prima visita, possa venire baipassata verso una protesi totale se si lascia proseguire il processo degenerativo senza intervenire in tempi abbastanza veloci.

CI SONO MOVIMENTI O POSIZIONI DA EVITARE DOPO L’INTERVENTO???

La protesi del ginocchio, rispetto alla protesi a livello dell’articolazione dell’anca, ha un rischio inferiore per quanta riguarda movimenti o posture eseguite dal paziente.

Un aspetto fondamentale è quello di prestare molta attenzione ad esempio nei movimenti di flessione del ginocchio che non deve superare i 110°-120°, anche se in certe situazioni e con determinati pazienti può essere possibile anche aumentare tali parametri.

Un annotazione importante da fare riguarda all’inizio la concessione del carico, ovvero del peso, che il paziente può aggiungere alla protesi.

Infatti in base alla situazione ossea che l’ortopedica troverà durante l’intervento, l’età del paziente, la mineralizzazione delle ossa, il chirurgo può procedere con una cementificazione della protesi o alla non cementificazione.

La distinzione consiste in

  • protesi cementate, il chirurgo si serve di un “cemento” ad azione rapida, il quale permette al paziente fin dai primi giorni di poter carica maggiormente il peso su di  essa, in attività come camminare, salire e scendere le scale,
  • protesi non cementate dove questo “cemento”non viene inserito e quindi necessitano di un tempo più lungo per assorbire certi carichi da parte del paziente dal momento che la riformazione delle ossa è un processo lento e graduale.

AVVERTENZE E SITUAZIONI IN CUI PRESTARE ATTENZIONE???

Molto importante è monitorare con un fisioterapista esperto in protesica di ginocchio la condizione clinica dell’intervento, prestando attenzione ad

  • n aumento graduale della capacità di movimento in flesso-estensione della protesi
  • rossore, calore e gonfiore in corrispondenza della ferita
  • gonfiore importante su tutta la zona del ginocchio
  • dolore al polpaccio con gonfiore, rossore e calore diffuso fino al piede.

In caso di comparsa di uno o più di queste condizioni è opportuno contattare e recarsi velocemente dal chirurgo di riferimento.

QUANDO TORNARE A CAMMINARE, GUIDARE E LAVORARE???

Tutti questi sono aspetti molto personali che possono differire molto tra interventi e interventi e tra paziente e paziente.

In linea di massima possiamo dire

  • nel giro di 3-4 settimane l’uso delle stampelle può essere abbandonato, sempre che non siano presenti i segni e sintomi precedentemente descritti e dopo che il paziente sia riuscito a recuperare molto bene lo schema del passo riducendo al minimo un piccola zoppia inerente all’intervento che dovrà essere comunque risolta nel breve tempo possibile.
  • Dopo  5-6 settimane, mentre il rientro al lavoro è strettamente collegato alla tipologia di lavoro, oscillando tra le 3-4 settimane per lavori a bassa intensità e le 6-8 settimane per quelle attività più intense.

E’ fondamentale comunque attenersi molto bene e scrupolosamente alle indicazioni che verranno fornite dal chirurgo ortopedico ed eseguire il programma di riabilitazione con un fisioterapista specializzato che pianificherà un percorso di recupero personalizzato rispettando i tempi di guarigione e valutando in corso d’opera i miglioramenti anche in stretta collaborazione con l’ortopedico.

LA MIA PROTESI QUANTO PUO’ DURARE???

La durata delle protesi in questi anni è nettamente migliorata, grazie ai materiali utilizzati, le tecniche chirurgiche e sopratutto all’aspetto della fisioterapia.

Ovviamente altre variabili entrano in gioco, nella durata di una protesi come:

uso corretto nei movimenti giornalieri e lavorativi

  • un sovraccarico eccessivo
  • mantenimento ottimale dei movimenti, con recupero totale della completa estensione
  • sovrappeso del paziente
  • controlli periodici con il fisioterapista per mantenere un equilibrio tra la forza, il controllo motorio e la mobilità articolare

rispettando questi parametri possiamo affermare che il 90% delle protesi al ginocchio può superare tranquillamente i 10 fino ad arrivare a 20 anni!!!

COME SI SVOLGE E QUANDO DEVE ESSERE INIZIATA LA FISIOTERAPIA POST-OPERATORIA???

L’aspetto della fisioterapista riveste un ruolo estremamente importante che deve essere eseguita da un fisioterapista altamente specializzato nel recupero post-operatorio di protesi al ginocchio.

La fisioterapia, rispettando la condizione del paziente e in accordo con l’ortopedico, deve iniziare precocemente fin dai primi momenti dopo l’intervento, con leggere mobilizzazioni passive e attive-assistite da parte del paziente con l’aiuto del fisioterapista.

In ospedale il paziente imparerà

  • esercizi semplici per andare a riattivare la muscolatura dell’intero arto inferiore coinvolto nell’intervento, con un attenzione anche verso l’arto inferiore non operato.
  • l’utilizzo delle stampelle,
  • recuperare lo schema del passo,
  • salire e scendere le scale nel modo più sicuro e ottimale possibile.

Appena verrà dimesso, il paziente dovrà affidarsi ad un centro di fisioterapia altamente specializzato e dovrà essere seguito da un fisioterapista, che lo prenderà in carico per tutto il suo periodo riabilitativo, con un programma specifico e programmato sulle caratteristiche individuali del paziente.

Insieme al fisioterapista verranno incrementati in modo graduale e senza dolore

  • i parametri di carico  
  • di intensità di lavoro
  • esercizi per il recupero della forza muscolare
  • della propriocettività ovvero del controllo dell’equilibrio
  • recupero completo della deambulazione.
  • Recupero e superamento delle difficoltà descritte dal paziente
  • un monitoraggio constate sugli esercizi che verrano insegnati da fare a domicilio

Qualche fastidio/dolore devono essere considerati come normali in un programma di rieducazione dopo intervento di protesi al ginocchio, ma tali situazioni verrano facilmente superate seguendo con attenzione tutte le indicazioni che il fisioterapista darà al paziente sia durante le sedute fisioterapiche in studio, sia per tutto quello che riguarda i suoi compiti che dovrà svolgere autonomamente a casa propria.

Periodici controlli verranno pianificati per monitorare il decorso dell’intero programma di rieducazione, sia con uno stretto contatto con l’ortopedico, sia con controlli effettuati dal fisioterapista con opportuni test e con un programma specifico di esercizi che varrà confezionato per ogni paziente, con cambiamenti ed incrementi ogni 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi.

Detto tutto ciò possiamo affermare che:

  • in base alla fase pre-ambulatoriale, l’ottimizzazione dei tempi di ricovero in ospedale           (3-5 giorni),
  • la brevità dei tempi di recupero post-chirurgico (2-3 mesi), la costate e personalizzata fase fisioterapica eseguita con minuziosa attenzione,
  • la costante collaborazione e sincronia tra fisioterapista e ortopedico
  • la rapida ripresa dell’attività lavorativa,

dimostrano come gli interventi di protesi al ginocchio vadano affrontati i maniera molto positiva con un recupero totale da parte del paziente recuperando quelle difficoltà e dolorabilità delle quali era stato colpito il paziente.
A cura di:

MATTEO SANTOLI, FT, CAS

  • specializzato in terapia manuale disturbi muscolo-scheletrici
  •  specilizzato in problematiche chirurgiche e post-chirurgiche spalla, anca, ginocchio, piede
  •  specializzato nel recupero in ambito sportivo
  •  specilizzato nelle problematiche di Dolore Cronico

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