TERAPIA CON ONDE D’URTO (ESWT)
La Terapia con Onde d’Urto (conosciuta in ambito medico come ESWT, Extracorporeal Shock Wave Therapy) rappresenta una delle tecnologie più avanzate e non invasive nel campo della fisioterapia e della riabilitazione. Sfrutta onde acustiche ad alta energia per stimolare i processi di autoguarigione e rigenerazione nei tessuti danneggiati, offrendo una soluzione efficace per diverse patologie muscolo-scheletriche.
Storia ed evoluzione delle onde d’urto
Il concetto di onde d’urto in medicina è stato introdotto negli anni ’60. Tuttavia, la prima applicazione clinica risale al 1980, quando la metodica fu utilizzata con successo per disintegrare i calcoli renali (litotripsia).
Da allora, l’applicazione delle onde d’urto ha compiuto notevoli progressi, espandendosi dall’ambito urologico a quello ortopedico, traumatologico e, con nuove prospettive, persino cardiologico.
In fisioterapia, l’obiettivo non è distruttivo (come nella litotripsia), ma di biostimolazione e riparazione tissutale. Anche in presenza di calcificazioni (come la spina calcaneare), le onde d’urto vengono utilizzate per generare un metabolismo riparativo e non per la distruzione diretta.
Come funzionano le onde d’urto?
Le onde d’urto sono onde acustiche caratterizzate da un rapido e brusco cambiamento di pressione che si propaga a velocità elevata. Il loro meccanismo d’azione si basa su due effetti principali a livello tissutale:
- Effetto Meccanico: L’onda acustica genera una pressione che provoca un microtrauma controllato nel tessuto bersaglio. Questo trauma, lungi dall’essere dannoso, è fondamentale per riattivare i processi di rigenerazione e riparazione cellulare.
- Cavitazione: Il passaggio dell’onda attraverso i tessuti liquidi causa la formazione e l’immediata implosione di microbolle (il fenomeno della cavitazione). Questo aumenta la permeabilità cellulare e stimola la vascolarizzazione locale.

Gli Effetti Biologici Desiderati
L’azione combinata di questi meccanismi porta a diversi effetti terapeutici chiave:
- Stimolazione della Guarigione: Favoriscono la neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni, migliorando l’afflusso di sangue e nutrienti) e la rigenerazione dei tessuti danneggiati
- Azione Antidolorifica: Le onde d’urto modulano l’attività delle terminazioni nervose, riducendo la percezione del dolore (effetto Gate Control e rilascio di endorfine).
- Iperemia e Fibrinolisi: Stimolano l’afflusso di sangue (iperemizzazione) e aiutano ad “ammorbidire” i tessuti fibrotizzati (effetto fibrinolitico).
Tipi di Onde d’Urto: Focali vs. Radiali
Le onde d’urto utilizzate in terapia si suddividono in due categorie principali, che differiscono per generazione, propagazione dell’energia e indicazioni terapeutiche.
Onde d’urto focali (FSWT)
- Principio: L’onda di pressione (generata da sistemi elettroidraulici, elettromagnetici o piezoelettrici) è focalizzata da uno schermo a forma di parabola, concentrando l’energia in un punto preciso del tessuto, proprio come una lente focalizza la luce.
- Velocità: La velocità di propagazione dell’impulso è supersonica (maggiore di quella del suono).
- Energia: L’energia è molto alta, concentrata in un volume ridotto, e può raggiungere l’equivalente di 1500 Kg/cm^2 in pochi nanosecondi.
- Applicazione: Permettono un trattamento mirato di strutture profonde e richiedono un puntamento preciso (spesso con l’ausilio di ecografia o radiografia) per indirizzare il fascio energetico.
Onde d’urto radiali (RSWT)
- Principio: Generano l’onda d’urto in modo balistico (simil-pistola pneumatica). Un proiettile, mosso da un compressore, batte su un applicatore, generando un’onda di pressione che si disperde nel tessuto come un’onda circolare o “radiale” (come un sasso nell’acqua).
- Velocità: La velocità è inferiore a quella del suono.
- Energia: L’energia è più bassa, distribuita su una superficie più ampia, e diminuisce man mano che si procede dalla superficie in profondità (massimo circa 20 Kg/cm^2).
- Applicazione: Sono le più diffuse per le comuni affezioni muscoloscheletriche. Non necessitano di puntamento radiologico in quanto l’energia si disperde nel tessuto. Efficaci per trattare aree più estese o patologie superficiali.
| Caratteristica | Onde d’urto focali | Onde d’urto radiali |
|---|---|---|
| Velocità di impulso | Supersonica | Supersonica |
| Concentrazione Energia | Focalizzata in un punto preciso | Dispersa (diminuisce con la profondità) |
| Profondità di azione | Strutture profonde | Strutture superficiali / aree estese |
| Energia di Picco | Molto alta (approx 1500 kg/cm) | Bassa (approx 20 kg/cm) |
| Puntamento | Necessario (Eco/Rx guidato) | Non necessario |
CONTROINDICAZIONI DELLE ONDE D’URTO
La procedura è generalmente sicura e ben tollerata (sebbene possa essere temporaneamente dolorosa). È fondamentale che il trattamento sia sempre eseguito da professionisti qualificati.
Controindicazioni per Onde a Bassa Energia (Radiali e Focali)
- Gravidanza (in particolare il trattamento dell’area pelvica).
- Tumori maligni nell’area di trattamento.
- Disturbi della Coagulazione (relative).
Controindicazioni per Onde a Bassa Energia (Radiali e Focali)
- Trattamento di aree molto vicine ai polmoni.
- Trattamento in prossimità delle cartilagini d’accrescimento nei bambini.
- Trattamento del cervello o della spina dorsale nell’area da trattare.
- Presenza di pacemaker o protesi metalliche nell’area (consultare sempre lo specialista).
L’efficacia clinica delle onde d’urto è supportata da numerosi studi, rendendola una delle opzioni terapeutiche più risolutive e con tempi di recupero ridotti, grazie alla sua natura non invasiva.
Alcuni pazienti possono avvertire un leggero fastidio durante il trattamento, ma generalmente è ben tollerato e temporaneo. Inoltre, la durata di una seduta è relativamente breve, solitamente tra i 10 e i 15 minuti, il che contribuisce a minimizzare l’eventuale disagio.
Il numero di sedute necessarie varia in base alla patologia trattata e alla risposta individuale del paziente. Sebbene non esista un numero massimo di sedute, è fondamentale che il trattamento sia personalizzato e monitorato da un professionista qualificato per garantire l’efficacia e la sicurezza della terapia.
Le prime concentrano l’energia in un punto preciso, permettendo di trattare strutture profonde con grande precisione. Sono ideali per patologie localizzate in profondità, come alcune tendinopatie o calcificazioni. Le seconde, invece, distribuiscono l’energia su una superficie più ampia e sono più indicate per trattare aree estese o patologie superficiali, come lesioni dei tessuti molli vicino alla superficie cutanea.
Alcuni pazienti possono sperimentare un temporaneo aumento del dolore o un rigonfiamento nell’area trattata. Questo è dovuto alla risposta infiammatoria naturale dell’organismo, che avvia il processo di guarigione. Questi sintomi sono generalmente transitori e si risolvono spontaneamente in pochi giorni.
Nella maggior parte dei casi, è possibile riprendere le normali attività quotidiane immediatamente dopo la seduta. Tuttavia, per attività fisiche intense o sport, è consigliabile attendere almeno 24-48 ore per permettere ai tessuti di rispondere correttamente alla terapia e massimizzare i benefici del trattamento.
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