{"id":7644,"date":"2020-06-30T10:09:45","date_gmt":"2020-06-30T08:09:45","guid":{"rendered":"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/?p=7644"},"modified":"2020-07-01T09:32:30","modified_gmt":"2020-07-01T07:32:30","slug":"il-recupero-del-cammino-nei-pazienti-post-ictus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/ru\/2020\/06\/30\/il-recupero-del-cammino-nei-pazienti-post-ictus\/","title":{"rendered":"Il recupero del cammino nei pazienti post ictus"},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La perdita della <strong>capacit\u00e0 di camminare<\/strong> \u00e8 una delle conseguenze pi\u00f9 gravi per i pazienti colpiti da Ictus, il recupero del cammino \u00e8 uno degli obiettivi principali della riabilitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La capacit\u00e0 di camminare su due gambe consente all\u2019uomo di entrare in relazione con l\u2019ambiente che lo circonda e ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di abilit\u00e0 che altrimenti non sarebbe stato possibile sviluppare.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente si pensava che il sistema nervoso una volta sviluppatosi completamente fosse stabile e immutabile; Studi successivi hanno dimostrato che, in seguito ad una lesione ictale, il recupero delle funzioni motorie e cognitive compromesse \u00e8 possibile e avviene grazie alla riorganizzazione delle aree cerebrali che si trovano vicino all\u2019area lesa. Il nostro Cervello \u00e8 dotato di \u201c<strong>Neuroplasticit\u00e0<\/strong>\u201d cio\u00e8 la capacit\u00e0 di attivare e modificare aree cerebrali grazie alla formazione di nuove connessioni nervose che non erano presenti prima dell\u2019Ictus.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:42px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img alt=\"Immagine recupero ictus\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" height=\"200\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/recupero1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7645\" srcset=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/recupero1.jpg 350w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/recupero1-768x438.jpg 768w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/recupero1-320x183.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:48px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Questa \u201cPlasticit\u00e0\u201d \u00e8 fondamentale ed \u00e8 alla base del recupero post Ictus!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il compito del fisioterapista \u00e8 quello di \u201c<strong>guidare<\/strong>\u201d la neuroplasticit\u00e0 utilizzando metodiche e stimoli che aiutino il paziente nel recupero delle funzioni indispensabili per svolgere i compiti della vita quotidiana ed evitando che si creino compensi articolari e muscolari sbagliati e non funzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima fase acuta dopo l\u2019ictus, che inizia dalle prime ore e dura per due tre giorni, avviene uno <strong>shock<\/strong> che consiste in un processo infiammatorio con edema e inibizione totale delle funzioni della zona colpita, questo avviene perch\u00e9 il cervello protegge l\u2019area colpita dall\u2019ictus. Gi\u00e0 dopo le prime ore dall\u2019evento iniziano i <strong>processi riparativi<\/strong> che sono gli stessi processi che avvengono nel normale apprendimento motorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cervello <strong>impara dalla ripetizione<\/strong> ci\u00f2 significa che ripetere nel tempo un esercizio pratico e funzionale (<strong>Task- specifico<\/strong>) porta a miglioramenti a lungo termine!<\/p>\n\n\n\n<p>La propriet\u00e0 fondamentale della neuroplasticit\u00e0 \u00e8 proprio quella di <strong>imparare dall\u2019esperienza<\/strong> e di adattarsi ai cambiamenti ambientali ed \u00e8 alla base dell\u2019apprendimento motorio sia fisiologico che post lesione.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi pazienti necessitano di riabilitazione in diversi ambiti che sono sia fisici, motori che cognitivi e quindi necessitano di interventi mirati e di equipe.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>neuroriabilitazione<\/strong> ha come obiettivi il recupero, il mantenimento e l\u2019ottimizzazione delle funzioni del paziente al fine di recuperare e ottenere la migliore autonomia possibile. Proprio per questi motivi il <strong>cammino<\/strong> \u00e8 un elemento fondamentale del recupero ed \u00e8 altrettanto fondamentale cercare di renderlo <strong>fluido, sicuro e coretto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cammino fisiologico \u00e8 dato da diversi movimenti che richiedono l\u2019attivit\u00e0 coordinata di diversi sistemi del corpo quali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Muscoli<\/li><li>Sensi<\/li><li>Vista<\/li><li>Vestibolare<\/li><li>Uditivo<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il <strong>controllo del tronco<\/strong> \u00e8 uno degli elementi principali della deambulazione, dipende da molti fattori quali sede ed entit\u00e0 della lesione, capacit\u00e0 fisiologiche del paziente ecc\u2026 &nbsp;Ed \u00e8 dato dalla comunicazione tra il sistema nervoso centrale e la periferia.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 necessario analizzare e valutare ogni singola articolazione e l\u2019interazione che questa ha sulle altre, il compito del &nbsp;fisioterapista \u00e8 quello di valutare e trattare nel modo corretto i deficit della deambulazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un paziente emiparetico ha una camminata pi\u00f9 lenta, meno coordinata, con lunghezze del passo sbagliate e soprattutto consuma molta pi\u00f9 energia rispetto ad un cammino fisiologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Due delle anomalie che si manifestano pi\u00f9 frequentemente nel cammino sono il Varismo (gambe a parentesi) e l\u2019Equinismo (difetto del piede che durante il cammino tende a girarsi verso l\u2019interno con la conseguente perdita di equilibrio), si presentano proprio a causa di alterazioni nella conduzione delle informazioni tra il cervello e la periferia.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro importante fattore che influenza il cammino \u00e8 la perdita della capacit\u00e0 di dorsi-flessione della caviglia, cio\u00e8 la perdita della capacit\u00e0 di sollevare la punta del piede verso l\u2019alto, questo movimento \u00e8 fondamentale durante la fase in cui la gamba si porta in avanti per fare il passo e, nel cammino fisiologico, la prima parte del piede che appoggia al suolo \u00e8 il tallone proprio grazie al movimento di dorsi-flessione che compie la caviglia. Nel paziente neurologico questa funzione \u00e8 spesso compromessa e di conseguenza, durante il passo, si trova a strisciare il piede a terra oppure ad \u201callargare\u201d la gamba verso l\u2019esterno per compensare questo deficit.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi ed altri deficit provocati dall\u2019evento di ictus possono e devono essere trattati in modo precoce e corretto attraverso la riabilitazione, il percorso riabilitativo inizia gi\u00e0 dopo i primi giorni&nbsp; di ricovero e continua successivamente in centri specializzati e a domicilio.<\/p>\n\n\n\n<p>I progressi che si possono ottenere, grazie all\u2019inizio tempestivo e al percorso continuativo di riabilitazione, sono innumerevoli e determinanti per migliorare la qualit\u00e0 di vita del paziente e dei famigliari che gli sono accanto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>A cura di:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elisa Bianchetti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Riabilitazione neurologica<\/li><li>Rieducazione funzionale globale<\/li><li>idrokinesiterapia<\/li><\/ul>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column\">\n<div id=\"social-networks-5\" class=\"mk-social-network-shortcode a_padding-0 a_margin-10-0 s_social a_m_list-reset a_align-left s_rounded social-align-left large  \">\n\t<ul class=\"a_margin-0 a_padding-0 a_list-style-none\">\n\t\t<li><a target=\"_blank\" class=\"linkedin-hover c_\" href=\"https:\/\/it.linkedin.com\/in\/elisa-bianchetti-6495a4173\" rel=\"noopener noreferrer\"><svg class=\"mk-svg-icon\" data-name=\"mk-jupiter-icon-square-linkedin\" data-cacheid=\"icon-5efaf176e6e66\" style=\" height:32px; width: 32px; \" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\"><path d=\"M444-6.4h-376c-37.555 0-68 30.445-68 68v376c0 37.555 30.445 68 68 68h376c37.555 0 68-30.445 68-68v-376c0-37.555-30.445-68-68-68zm-284.612 95.448c19.722 0 31.845 13.952 32.215 32.284 0 17.943-12.492 32.311-32.592 32.311h-.389c-19.308 0-31.842-14.368-31.842-32.311 0-18.332 12.897-32.284 32.609-32.284zm32.685 288.552h-64.073v-192h64.073v192zm223.927-.089h-63.77v-97.087c0-27.506-11.119-46.257-34.797-46.257-18.092 0-22.348 12.656-27.075 24.868-1.724 4.382-2.165 10.468-2.165 16.583v101.892h-64.193s.881-173.01 0-192.221h57.693v.31h6.469v19.407c9.562-12.087 25.015-24.527 52.495-24.527 43.069 0 75.344 29.25 75.344 92.077v104.954z\"><\/path><\/svg><\/a><\/li>\t<\/ul>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized is-style-default\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/img_9264-683x1024.jpg\" alt=\"Elisa Bianchetti\" class=\"wp-image-5126\" width=\"199\" height=\"297\"\/><figcaption>Elisa Bianchetti<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La perdita della capacit\u00e0 di camminare \u00e8 una delle conseguenze pi\u00f9 gravi per i pazienti colpiti da Ictus, il recupero del cammino \u00e8 uno degli obiettivi principali della riabilitazione. 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