{"id":6811,"date":"2019-06-27T12:19:07","date_gmt":"2019-06-27T10:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/?p=6811"},"modified":"2019-06-27T12:24:15","modified_gmt":"2019-06-27T10:24:15","slug":"senti-dolore-quando-corri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/gb\/2019\/06\/27\/senti-dolore-quando-corri\/","title":{"rendered":"Gli infortuni nella corsa. Breve guida per il podista impreparato."},"content":{"rendered":"<div style=\"padding-top: 75px;\">\n<h3><strong>Senti dolore quando corri?<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Sei costretto a fermarti per il dolore? O non riesci a correre agli stessi ritmi di prima?<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>\u00a0<\/strong><strong>Ecco per te una breve guida per gestire nel migliore dei modi queste spiacevoli situazioni.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00a0<img alt=\"Immagine Dolore\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6812 size-full\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La corsa \u00e8 uno fra gli sport pi\u00f9 praticati a livello amatoriale dagli italiani. Non importa essere Stefano Baldini o Mohamed Farah. Ognuno la pratica a modo suo: c&#8217;\u00e8 chi corre per passione, chi per salute, chi si cimenta solo qualche volta per passatempo&#8230;<\/p>\n<p>Non ci sono dubbi ormai che la corsa dia tantissimi benefici a livello cardiovascolare in quanto \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 aerobica per eccellenza. Ultimamente stanno uscendo anche altri studi scientifici che dimostrano come la corsa dia benefici anche a livello muscolo-scheletrico al contrario di quanto si pensava fino a qualche anno fa;\u00a0 due fra tutti:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>correre pu\u00f2 rinforzare i dischi vertebrali! <\/em><\/strong>(\u201c<strong>Running exercise strengthens the intervertebral disc<\/strong>.\u201d 2017 <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28422125\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/28422125<\/em><\/a>)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>correre non danneggia le ginocchia, anzi sembra che le rafforzi!<\/em><\/strong> (\u201c<strong>Is There an Association Between a History of Running and Symptomatic Knee Osteoarthritis? A Cross-Sectional Study From the Osteoarthritis Initiative<\/strong>.\u201d 2017 <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/27333572\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/27333572<\/em><\/a>)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>CHI L&#8217;AVREBBE MAI DETTO?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Eppure quante volte capita sentire di podisti che si fermano per il dolore e non riescono pi\u00f9 a ripartire ai ritmi pre-infortunio? Nonostante i benefici sopracitati, come in tutte le attivit\u00e0, ci si pu\u00f2 fare male anche correndo.<\/p>\n<p>Mediamente i tre distretti corporei pi\u00f9 colpiti sono: il ginocchio (42,1%), seguito da piede\/caviglia (16,9%) e gamba (12,8%).<\/p>\n<p><img alt=\"Tabella Injury Location\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6813 size-full\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_2.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_2.jpg 316w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_2-300x254.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/p>\n<p>In altri articoli esamineremo nel particolare alcuni fra gli infortuni specifici pi\u00f9 ricorrenti; adesso invece siamo qui per analizzare il perch\u00e9 ci si fa male correndo.<br \/>\nDi solito il paziente podista che entra in ambulatorio presenta quasi sempre le stesse 4-5 domande che si ripetono in maniera ciclica:In altri articoli esamineremo nel particolare alcuni fra gli infortuni specifici pi\u00f9 ricorrenti; adesso invece siamo qui per analizzare il perch\u00e9 ci si fa male correndo.<\/p>\n<ul>\n<li>CHE COSA HO?<\/li>\n<li>PERCHE\u2019 MI E\u2019 VENUTO?<\/li>\n<li>POSSO CORRERE?<\/li>\n<li>COSA POSSIAMO FARE PER RECUPERARE?<\/li>\n<li>QUANDO POSSO RICOMINCIARE A CORRERE?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Rispondiamo velocemente a queste fatidiche domande.<\/p>\n<ol>\n<li><strong><u>CHE COSA HO?<\/u><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questa \u00e8 una delle domande pi\u00f9 ardue a cui rispondere per il terapista, non tanto perch\u00e9 i contenuti richiedano delle spiegazioni importanti o siano difficili da comprendere, ma perch\u00e9 la risposta che il podista riceve \u00e8 l\u2019ultima cosa che vorrebbe sentirsi dire. Negli ultimi anni questo genere di dolori vengono definiti <em>\u201cinfortuni aspecifici correlati alla corsa\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Il termine <strong><u>aspecifico<\/u><\/strong> significa che non c\u2019\u00e8 una causa vera e propria come potrebbe essere nei casi di distorsioni o traumi. Non \u00e8 altro che un insieme di fattori di piccola entit\u00e0 che messi insieme hanno squilibrato il sistema e generato dolore.<\/p>\n<p>Di solito questa risposta viene accolta in maniera spiacevole perch\u00e9 le aspettative erano altre e il sopracitato responso nella sua semplicit\u00e0 risulta molto difficile da comprendere e accettare. La domanda successiva immediata infatti \u00e8\u2026<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong><u>PERCHE\u2019 MI E\u2019 VENUTO?<\/u><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><u><img alt=\"Immagine ironica per superamento capacit\u00e0 di carico\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6814 size-full\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_3.png\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_3.png 567w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_3-300x226.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/u><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Gli infortuni aspecifici correlati alla corsa di solito hanno carattere <em>subdolo<\/em>, cominciano lentamente fino a diventare pi\u00f9 evidenti e non scendono di intensit\u00e0 a meno che non ci si fermi.<\/p>\n<p>Sono infortuni tipici <strong><u>da sovraccarico<\/u><\/strong>.<\/p>\n<p>Il corpo umano ha una propria capacit\u00e0 di tollerare stimoli stressanti. Quando<em> la somma di questi fattori stressanti supera quella capacit\u00e0 allora il sistema va in crisi e si manifestano sintomi spiacevoli<\/em> che possono essere fastidi, indolenzimenti o vero e proprio dolore.<\/p>\n<p>Questi stimoli possono essere sia interni (stress, ansia, depressione, carenza di sonno\u2026) che esterni (in questo caso kilometraggio, ritmo di corsa, terreno, stile di corsa\u2026).<\/p>\n<p>La cosa importante per\u00f2 \u00e8 che il corpo produce dolore come risposta a una <strong>situazione di pericolo percepito<\/strong>. Se la somma degli stimoli stressanti (che da qui in avanti chiameremo \u201cstressor\u201d) viene <strong><u>percepita come eccessiva<\/u><\/strong> allora il sistema produce dolore. Il sistema di allarme \u00e8 molto sensibile: <strong>ho dolore prima di creare un danno ai tessuti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>dolore <\/strong><strong>\u2260 <\/strong><strong>danno<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Quindi???<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong><u>POSSO CORRERE?<\/u><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><em>\u201cSe non ho nulla di rotto allora posso tornare a correre\u2026\u201d. <\/em>Questo \u00e8 quello che verrebbe da pensare dopo la spiegazione precedente.<\/p>\n<p>La risposta non \u00e8 semplice neanche in questo caso. <strong>Dipende.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i casi, come tutte le persone, sono differenti e la risposta non pu\u00f2 essere quindi generalizzata, \u00e8 necessario valutare la situazione sotto tutti i punti di vista sia anatomici (valutazione fisioterapica) che funzionali (coach).<\/p>\n<p>Dalla spiegazione di prima, per\u00f2, possiamo dedurre che si tratta quasi esclusivamente di una gestione dei carichi stressanti il distretto incriminato.<\/p>\n<p>Proviamo quindi a darci una linea da seguire per provare ad autogestire e comprendere queste situazioni prima di rivolgerci a uno specialista.<\/p>\n<p><img alt=\"Immagine Scala Infortuni\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6815 size-full\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_4.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"311\" srcset=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_4.jpg 418w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_4-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una delle <u>classificazioni degli infortuni aspecifici correlati alla corsa<\/u> secondo il ricercatore <em>B.Wilk, <\/em>che ci d\u00e0 una indicazione di massima sul grado di severit\u00e0 del problema.<\/p>\n<p>Tendenzialmente <strong>si pu\u00f2 continuare a correre entro i gradi 1 e 2<\/strong> a patto che il dolore <strong>non alteri la meccanica del passo\/corsa<\/strong> e che <strong>non disturbi le ore notturne<\/strong>. Il dolore deve sparire nella mattina successiva.<\/p>\n<p>Se il podista rientra nel grado 3 o ci sono le red flags indicate nei livelli precedenti allora \u00e8 meglio che si fermi e che si rivolga a un <em><u>fisioterapista specializzato<\/u><\/em>.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong><u>COSA POSSIAMO FARE PER RECUPERARE?<\/u><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le cose fondamentali da fare a questo punto sono 2<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>Diminuire i carichi stressanti<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Aumentare la propria capacit\u00e0 di tollerare gli stress<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>A seconda del grado di infortunio possiamo diminuire i carichi in diverse maniere.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la componente di pertinenza del trainer o coach si deve modificare sicuramente qualcosa nel proprio piano di allenamento: <em><u>frequenza settimanale<\/u>,<\/em> <em><u>intensit\u00e0<\/u>, <u>durata<\/u> e <u>terreno<\/u><\/em>.<\/p>\n<p>Non esiste una formula magica che vada bene per tutti, purtroppo bisogna andare per tentativi. L\u2019unica cosa di cui siamo certi a questo punto \u00e8 che le modifiche devono riuscire a permetterti di correre diminuendo i tuoi sintomi.<\/p>\n<p>Altra cosa da tenere in considerazione \u00e8 lo <em><u>stile di corsa<\/u>.<\/em><\/p>\n<p>Avampiede?\u00a0 Mediopiede?\u00a0 O retropiede?<\/p>\n<p><img alt=\"Immagine Tabella tempi corsa\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-6816 size-full\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_5.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"578\" srcset=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_5.jpg 298w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_5-155x300.jpg 155w\" sizes=\"auto, (max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/p>\n<p>Qui accanto sono raffigurati i diversi stili di corsa degli atleti<\/p>\n<p>partecipanti ai Trial Americani di qualificazione Olimpici<\/p>\n<p>del 2012 per i 10000 metri maschili.<\/p>\n<p>Come puoi osservare ognuno appoggia alla propria maniera.<\/p>\n<p>Quindi\u2026<\/p>\n<p><strong>non esiste uno stile migliore di altri che vada bene per tutti!<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le cose importanti da sapere sono che:<\/p>\n<ul>\n<li>Diversi stili e diversi appoggi caricano tessuti <u><\/u><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Non \u00e8 possibile <em><u>ridurre<\/u><\/em> il carico su un tessuto senza<\/li>\n<\/ul>\n<p><em><u>aumentarlo<\/u><\/em> in un altro.<\/p>\n<p>Esempio molto semplice: un podista che appoggia prima<\/p>\n<p>di avampiede aumenter\u00e0 il carico sul tricipite surale, tendine<\/p>\n<p>d\u2019Achille e fascia plantare mentre lo diminuir\u00e0 sul ginocchio.<\/p>\n<p>L\u2019unica cosa che pu\u00f2 fare invece il terapista in questo caso \u00e8 confezionare una <em>fasciatura con tape rigido<\/em> che riduca la percezione di carico sul distretto interessato. Ecco qui sotto 2 esempi.<\/p>\n<p><img alt=\"Immagine Trekking\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-6817 size-full\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_6.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_6.jpg 320w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_6-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/> <img alt=\"Immagine Piedi\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-6818 size-full\" src=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_7.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_7.jpg 350w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/dolore_7-300x181.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/p>\n<p>La sola cosa <strong>provata scientificamente<\/strong> che possiamo fare ad oggi per <em><u>aumentare la capacit\u00e0<\/u><\/em> di tollerare gli stressor \u00e8 l\u2019<strong>esercizio terapeutico<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo una review del 2013 (\u201cThe effectiveness of exercise interventions to prevent sport injuries: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials\u201d <a href=\"https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/24100287\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pubmed\/24100287<\/a>) svolgere un allenamento della <strong>forza<\/strong> riduce gli infortuni da sovraccarico del <strong>50%<\/strong> e praticare stretching dopo l\u2019allenamento non previene gli infortuni.<\/p>\n<p>Migliorare inoltre le capacit\u00e0 <strong>coordinative<\/strong>, di <strong>equilibrio<\/strong> e di <strong>articolarit\u00e0<\/strong> (in particolare di anca, caviglia e alluce) aumentano la performance e sembrano diminuire le probabilit\u00e0 di incappare in nuovi stop o recidive.<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li><strong><u>QUANDO POSSO RICOMINCIARE A CORRERE?<\/u><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Questo \u00e8 il momento pi\u00f9 importante di tutti.<\/p>\n<p>Supponiamo di essere arrivati al punto che non ci sono segni alcuni di infiammazione locale, la flessibilit\u00e0 e l\u2019articolarit\u00e0 sono state massimizzate e la stabilit\u00e0 su una gamba sola \u00e8 indolore.<\/p>\n<p>A questo punto il coach e il podista devono essere molto bravi a <em>dosare i carichi di lavoro<\/em>.<\/p>\n<p>Il primo test da svolgere in questo caso \u00e8 quello della <strong><u>camminata per 30\u2019<\/u><\/strong>. Se dovesse essere senza alcun sintomo allora si pu\u00f2 procedere con un <strong><u>programma di ritorno graduale alla corsa<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Questi programmi sono strutturati in modo tale da alternare momenti di camminata a momenti di corsa: all\u2019inizio sono pi\u00f9 lunghe le camminate, alla fine invece sono pi\u00f9 brevi in favore di periodi di corsa pi\u00f9 duraturi. Ogni 3 o 5 giorni sono presenti dei giorni di riposo completo per dare il tempo al corpo di potersi riadattare a questi nuovi stimoli.<\/p>\n<p>Non \u00e8 altro che un\u2019esposizione graduale ai fattori stressanti, ai carichi.<\/p>\n<p>Questa linea guida nasce dall\u2019esperienza tratta in questi anni durante le visite e trattamenti dei numerosi podisti che sono giunti alla nostra osservazione. Le domande che ci vengono rivolte ovviamente sono pi\u00f9 numerose e variegate, qui abbiamo riassunto solo quelle pi\u00f9 frequenti e pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<p>Se avessi bisogno di ulteriori chiarimenti o delucidazioni non esitare a contattarci: un fisioterapista specializzato sar\u00e0 a tua completa disposizione per fugare tutti i tuoi dubbi.<\/p>\n<p><img alt=\"img_9244\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5121 alignleft\" src=\"http:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/img_9244-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/img_9244-200x300.jpg 200w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/img_9244-768x1152.jpg 768w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/img_9244-683x1024.jpg 683w, https:\/\/fisioterapiafortedeimarmi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/img_9244.jpg 1365w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/p>\n<p><strong>ANDREA BIANUCCI, FT, OMT<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Specialista in terapia manuale ortopedica<\/li>\n<li>Fisioterapista delle patologie di spalla nello sportivo \u201coverhead\u201d<\/li>\n<li>Specialista nella riabilitazione del cestista, pallavolista e arti marziali<\/li>\n<li>Specialista nel trattamento dei Trigger Point Miofasciali<\/li>\n<\/ul>\n[mk_social_networks size=&#8221;large&#8221; icon_color=&#8221;#1e73be&#8221; linkedin=&#8221;https:\/\/www.linkedin.com\/in\/andreabianucci89&#8243;]\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senti dolore quando corri? 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