Il ruolo degli esercizi nel trattamento della scoliosi

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La scoliosi è definita come una complessa deformità strutturale della colonna che si torce sui tre piani (frontale, sagittale e orizzontale).

É possibile riconoscere due tipi di scoliosi: la scoliosi idiopatica (che non ha una causa ben precisata) e la scoliosi secondaria causata cioè da un’altra patologia.

La scoliosi idiopatica si può sviluppare quindi in qualsiasi momento dell’infanzia e adolescenza ma generalmente si manifesta, e tende a peggiorare, nei periodi di maggiore crescita.

La scoliosi è classificabile in base a diversi parametri, i più importanti sono:

  • l’età di insorgenza, per cui si parla di scoliosi infantile (fino a 3 anni), di scoliosi giovanile (dai 3 anni fino alla pubertà), e di scoliosi adolescenziale (dalla pubertà fino alla maturità ossea)
  • la localizzazione della curva per cui è possibile riconoscere la scoliosi cervicale, cervico-dorsale, dorsale, dorso-lombare lombare
  • l’entità della curva che distingue la scoliosi in lieve, moderata e grave a seconda dell’ampiezza radiografica della curva misurata con un sistema che si chiama di Cobb.

Oltre ad incasellare la scoliosi all’interno di una classificazione, questi tre parametri vengono utilizzati anche nella scelta, che il medico deve fare, del trattamento più adatto al paziente. Le armi che abbiamo a disposizione per combattere la scoliosi sono essenzialmente:

  • il trattamento fisioterapico
  • il trattamento ortesico (quindi il corsetto o busto che dir si voglia)
  • il trattamento chirurgico.

Facendo una ricerca su google troverete sicuramente innumerevoli esempi di trattamenti fisioterapici per la scoliosi. Sono moltissimi, ma è possibile classificarli i 3 grandi categorie:

  • i trattamenti con esercizi specifici: si tratta di metodi che utilizzano un movimento specifico di allineamento della colonna denominato autocorrezione, rispetto ai quali esiste un’ampia letteratura che ne attesta l’efficia; 3 in particolare sono i metodi validati scientificamente cioè il metodo Schroth, il Dobomed e il SEAS.
  • i trattamenti con esercizi aspecifici: vengono proposti al paziente esercizi che utilizzano movimenti aspecifici, ne esistono moltissimi esempi (i più famosi sono il metodo Mezier, la Rieducazione Posturale Globale) e sul cui effetto sulla scoliosi non ci sono prove di efficacia in letteratura
  • altri trattamenti: di questo gruppo fanno parte i trattamenti più disparati, si va dall’elettroterapia alle trazioni all’uso dei bite. Anche in questo caso non esistono prove di efficacia oppure i trattamenti sono risultati inefficaci nel contrastare la scoliosi.

Presso il nostro centro utilizziamo il SEAS Scientific Exercise Approach to Scoliosis (Approccio scientifico con esercizi alla scoliosi), un metodo ideato e sviluppato in Italia circa 30 anni fa dal Gruppo di Studio della Scoliosi del Prof. Negrini. Alla base di questo approccio c’è l’apprendimento del movimento di autocorrezione della scoliosi: un movimento attivo in cui il paziente ricerca il miglior allineamento possibile della sua colonna. Utilizzando questo movimento è possibile proporre esercizi che il paziente deve eseguire anche a domicilio, con l’obiettivo di ridurre o bloccare il peggioramento della curva scoliotica e che, secondo alcuni recenti studi, possono addirittura migliorare l’entità della curva stessa.

Oltre a questo, il trattamento fisioterapico con gli esercizi è indicato in aggiunta al trattamento ortesico. In questo caso gli obiettivi saranno quelli di preparare la colonna al busto migliorandone la flessibilità, di migliorare la performance dei muscoli stabilizzatori che inevitabilmente lavoreranno meno durante l’utilizzo del corsetto e nella fase di svezzamento dal busto stesso (cioè il periodo durante il quale vengono ridotte le ore di corsetto fino alla rimozione).

Capitolo a parte dovrebbe avere la riabilitatazione dopo intervento chirurgico per ridurre le scoliosi più gravi. In questi casi, ovviamente, il trattamento varia da caso a caso e il programma fisioterapico deve seguire l’iter post-operatorio del paziente.

A cura di:

Matteo Bertagna Fisioterapista, OMT

  • Fisioterapista OMT (Orthopaedic Manipulative Physical Therapist)
  • Riabilitazione ortopedica in età pediatrica
  • Master ISICO riabilitazione delle deformità vertebrali
  • Graston Tecnique® Provider
Matteo Bertagna
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