PIEDE PIATTO O PIEDE PRONATO: FACCIAMO CHIAREZZA!

 In BLOG

Un piede è definito piatto quando in stazione eretta presenta un arco longitudinale ridotto o assente. Tutti i bambini hanno alla nascita un piede

piatto flessibile il cui arco si sviluppa progressivamente con l’età, motivo per cui non dovete allarmarvi se notate una forte riduzione o addirittura un’assenza dell’arco plantare nel vostro bambino prima dei sei anni.

Negli ultimi anni nella valutazione del piede, più che alla morfologia dell’arco plantare si da attenzione alla posizione del retropiede: quando la parte posteriore del piede è ruotata verso l’esterno si parla di calcagno valgo che può essere associata ad una riduzione dell’arco (piede piatto-valgo) oppure ad un innalzamento dell’arco plantare (piede cavo-valgo).

Il piede pronato o sindrome pronatoria è quella condizione clinica in cui il valgismo del calcagno (cioè lo spostamento verso l’esterno del retropiede) causa una cedimento verso l’interno di tutto il piede con conseguenti cambiamenti nell’appoggio del piede a terra e una diversa distribuzione  dei carichi su tutto l’arto inferiore. É infatti abbastanza intuitivo come una diversa postura del piede vada a modificare anche la posizione (e quindi le forze in gioco) delle articolazioni al di sopra di esso, come il ginocchio e l’anca.

Le cause del piede pronato sono ancora sconosciute ma di certo nella sua formazione riveste un ruolo centrale il tendine di Achille. La rigidità del tendine e dei muscoli ad esso connesso sembra infatti la causa più comune dello sviluppo di un calcagno valgo.

Come puoi capire se tuo figlio ha i piedi piatti o pronati?

Un buon metodo per vedere se tuo figlio ha il piede piatto è osservare l’impronta che lascia il piede sulla sabbia o sul tappeto dopo la doccia (la parte centrale dell’orma deve essere più stretta rispetto ad avampiede e retropiede). Per quanto riguarda la pronazione invece devi osservarlo da dietro per vedere se il piede cede verso l’interno. Un altro pratico sistema è quello di osservare la scarpa del bambino: se cede nella sua parte interna molto probabilmente lo farà come effetto della spinta della regione mediale del piede. Ovviamente questi sono sistemi empirici, utili per il genitore, ma in caso di sospetto di patologia il piede andrebbe fatto valutare da personale medico competente. D’altro canto lo screening del piede è infatti inserito nel bilancio di salute che lo specialista in Pediatria effettua all’età di 6 anni.

Perché è importante trattare il piede pronato?

Solo in un numero limitato di casi il bambino con piede pronato riferisce dolore e deve ovviamente essere trattato con terapie mirate alla riduzione del sintomo. Nei casi di eccessiva pronazione del piede, anche  in assenza di dolore, il trattamento sarà comunque consigliato per ridurre il rischio dello sviluppo di altre patologie a carico del piede (alluce valgo, metatarsalgie ecc..) ma anche, come detto in precedenza, al livello di ginocchio anca e colonna (dolore al ginocchio, mal di schiena ecc..).

Il trattamento fisioterapico del piede pronato, che si può iniziare già verso i 7 anni, sarà finalizzato al miglioramento della postura e della funzionalità del piede grazie all’utilizzo di esercizi di allungamento del tendine di Achille e della muscolatura posteriore della gamba ed esercizi di rinforzo specifico dei muscoli che sollevano l’arco plantare. Negli ultimi anni la ricerca scientifica sta mettendo in evidenza come rinforzando la muscolatura intrinseca del piede sia possibile migliorare l’altezza dell’arco plantare e di conseguenza ridurre la pronazione del piede.

Un altro elemento del trattamento conservativo del piede piatto/pronato è sicuramente l’utilizzo di una calzatura adeguata oppure l’adozione di ortesi plantari, che nel bambino si utilizzano soprattutto in caso di dolore o di piedi molto problematici. In caso di piede pronato è consigliata una scarpa che sia flessibile ma abbia un po’ di tacco e una buona struttura nella parte posteriore (in modo da avvolgere bene e sollevare leggermente il calcagno). Al di la dell’utilizzo della giusta calzatura è importante che il bambino, soprattutto quando è molto piccolo, venga stimolato a camminare scalzo per promuovere il corretto sviluppo del piede.

Il trattamento chirurgico è necessario in pochissimi casi, se non c’è risposta al trattamento riabilitativo e i piedi del bambino rimangono rigidi e dolenti. L’operazione chirurgica riallinea il piede attraverso l’inserimento di una piccola vite tra il calcagno e l’astragalo (l’osso che si trova sopra di esso), recuperando la conformazione del piede con ottimi risultati e basso rischio di complicanze.

Matteo Bertagna Fisioterapista, OMT

  • Fisioterapista OMT (Orthopaedic Manipulative Physical Therapist)
  • Graston Tecnique® Provider
  • Riabilitazione ortopedica in età pediatrica
Matteo Bertagna
Recent Posts

Leave a Comment